CIBERBULLISMO E VIOLENZA VITUALE

Chi è genitore di bambini o adolescenti conosce, in via diretta o indiretta, la realtà di cui parlo. Alcuni coetanei commettono continuamente e costantemente questi atti: dare soprannomi sgradevoli, continue azioni finalizzate a indispettire la vittima, discriminazioni fino ad arrivare ad aggressioni fisiche.

Questo tipo di comportamento non è una novità ma la dimensione assunta negli ultimi anni ha portato alla necessità di classificarla come un male sociale dal nome Bullismo.

Recentemente la tecnologia ha contribuito a espandere il problema nel mondo virtuale e il Ciber- bullismo si è rivelato ancora più crudele dal momento che la presunta protezione del mondo virtuale permette che l’aggressione si nasconda dietro la tastiera dando la sensazione, per chi la agisce, di onnipotenza. Non si può negare che la gioventù è sempre più collegata a internet per socializzare o avere conferme e inesorabilmente finisce per esporsi ancora di più dando la possibilità agli aggressori di agire senza molta fatica. Rompere questa catena di violenza è molto difficile perché, oltre agli aggressori, esiste il pubblico che rinforza questa ondata di aggressività.

Il lavoro contro il bullismo e cyber- bullismo non è semplice, comporta un lungo lavoro tra operatori e genitori. Il primo passo è individuare quale bisogno hanno i propri figli di socializzare su internet. Quante altre possibilità di socializzare hanno nella “realtà reale?” Che bisogno hanno trovare conferma o disconferma dagli altri, qualunque essi siano?

Abbiamo mai fatto queste domande ai nostri figli?